L’importanza di essere diversi

A sopravvivere non è la specie più forte, né la più intelligente. È quella che meglio si adatta ai cambiamenti” (Charles Darwin)

Nasce spontaneo un senso di invidia e di ammirazione di fronte ad una donna così bella come Aimee Mullins. Nasce anche un senso di quieta e rassegnata ammissione di inferiorità di fronte a un’eleganza così sfacciata e naturale, innata. Dal suo portamento energico e deciso, dal suo fisico tonico e slanciato, non si fa fatica a credere al suo passato da atleta. Record nei 100 e 200 metri piani e nel salto in lungo. Modella, attrice, musa di Alexander McQueen, eletta una delle 50 donne più belle del mondo dalla rivista People. Una donna perfetta.

C’è un dettaglio. Aimee Mullins non ha le gambe. E’ nata con una emimelia peroneale, e all’età di un anno ha subito l’amputazione di entrambi gli arti all’altezza delle ginocchia. Da allora ha sempre adoperato delle protesi, che possiede in gran numero e che cambia a seconda dell’occasione e della necessità. Aimee è conscia dell’influenza della sua condizione sul dibattito intorno alle biotecnologie e al potenziamento corporeo attuato grazie alla medicina prostetica, temi su cui ha scritto articoli e rilasciato numerose interviste. La possibilità che è offerta a tutti di essere delle persone complete in quanto tali, indipendentemente dalla compiutezza della propria conformazione fisica, ha trovato in lei un testimonial d’eccezione.

Tu non hai le gambe, mi dicono. No, io ne ho ben 12 paia!”

Che cos’è che rende ai nostri occhi un essere umano “perfetto”? Certo, la perfezione non è di questo mondo, ci insegnano, e di mancanze ne abbiamo tutti. Ma quando si parla di disabilità credo che dovremmo forse chiarirci un pò le idee. Probabilmente è la nostra idea di perfezione ad essere un pò imperfetta. Per illuderci di essere perfetti ci basta essere normali. Quando pensiamo a quanto siamo fortunati per la nostra vita normale, dovremmo pensare a lei. So che a qualcuno piace terribilmente l’idea di una vita normale con delle gambe normali. Ma non so se Aimee cambierebbe le sue super-protesi con delle gambe comuni. Delle gambe che le consentirebbero una vita normale appunto. In cui non avrebbe potuto correre alle Olimpiadi nè sfilare in passerella, ma solo andare in spiaggia e non essere guardata come un caso umano da compatire. Quello che per noi sarebbe sufficiente.

Ma quanta meno bellezza ho visto in certe vite normali rispetto alla vita di Aimee.

La sua lezione non è solo una lezione di coraggio e di forza di volontà. Non è solo la dimostrazione che proprio dai nostri limiti e dalle nostre diversità nasce la possibilità di dimostrare il nostro potenziale. Lei ci insegna una cosa molto più semplice anche se così difficile da capire. Che chi è diverso non va compatito. Perchè, ahimè, si, dobbiamo buttarlo giù questo boccone. Chi è diverso spesso è molto migliore di noi.

“Quando il dottor Hugh Herr, lo scattista Oscar Pistorius e io siamo menzionati nello stesso articolo, probabilmente è perché abbiamo una condizione medica comune: siamo tre esseri umani cui sono state amputate le gambe al di sotto del ginocchio. Ma soprattutto abbiamo in comune un’altra cosa e cioè il modo in cui affrontiamo le difficoltà.” scrive Aimee per Wired,

Condividiamo il sogno di un potenziale infinito, perché vediamo una possibilità laddove gli altri vedono una limitazione.”

http://mag.wired.it/rivista/storie/aimee-mullins-splendidamente-abile.html#content

http://www.aimeemullins.com/

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5 commenti

  1. Non sono d’accordo sul fatto che lei non preferirebbe avere delle gambe normali. Io credo che Aimee Mullins darebbe qualsiasi cosa per avere un paio di gambe che le permettessero di non dover cambiare le protesi a dipendenza del tipo di evento, di non provare dolore alla schiena ( perché è conosciuto che non avere le gambe provoca anche dei dolori muscolari ) e come tutti noi esseri umani, guardarsi allo specchio e piacersi tutta. Io sono sicura che questa sua sfortuna è stata nello stesso tempo una fortuna perché probabilmente l’ha resa molto più forte di quello che sarebbe stata, ma ciò non vuol dire che non farebbe a meno di un vero paio di gambe se ne avesse la possibilità. Aimee si è sicuramente abituata alle sue protesi ed è probabile che non rappresenta nemmeno più un problema così grande per lei, ma onestamente, non ditemi che non rinuncereste alle sfilate di moda per delle vere gambe.
    Con questo io non sto dicendo che lei sia da reputare imperfetta e da collocare su un livello inferiore rispetto alle persone “normali”. Sono sicura che sia una persona molto forte e in alcuni casi anche migliore di noi, ma non bisogna banalizzare il suo handicap perché sarebbe da ipocriti e ingenui dire che infondo non è un’imperfezione e che lei non cambierebbe la sua situazione.

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    • Ho riportato il concetto che ha espresso lei in tre interviste che ho letto o visionato prima di scrivere questo articolo, almeno così come io lo ho recepito. Il fatto che mi interesso di cyberpunk, di transumanesimo e di potenziamento corporeo ha sicuramente influenzato la mia esposizione e forse ho spinto troppo su questo aspetto. Apprezzo molto che tu abbia scritto e commentato, ti prego di considerare la mia ottica non come una volontà di banalizzare l’handicap ma come una immensa ammirazione per l’eccezionalità che questa donna rappresenta. Eccezionalità che è proprio il fattore discriminante rispetto a qualsiasi altro caso. Se lei dovesse cambiare le sue gambe con delle gambe normali dovrebbe anche cambiare la sua vita con una vita normale.
      No, io voglio credere che lei non lo farebbe.

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      • Sono sicura che non intendessi banalizzare l’handicap, ma spesso involontariamente a noi “normali” può succedere di sottovalutare l’impegno che queste persone mettono per accettarsi così come sono, per abituarsi alla loro nuova vita… e io ci tenevo nel sottolineare che non dobbiamo dimenticare che noi infondo non ne sappiamo proprio nulla. Non sappiamo cosa significa alzarsi dal letto senza provare la sensazione di toccare il tappeto con i piedi, non provare nessun tipo di dolore muscolare, ecc… è bello sentire che tu ammiri così tanto questa persona e anche che credi così tanto in ciò che fa.
        Un caro saluto,
        Pili

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