Una musica di vita e di morte

Fra l’amore e la musica c’è questa differenza: l’amore non può dare l’idea della musica, la musica può dare l’idea dell’amore.” (Hector Berlioz )

In questi giorni ho scritto su temi impegnativi e complessi, che con mia grande soddisfazione avranno un’altra sede di pubblicazione anzichè questa. Ora, finalmente libera per tornare qualche istante su internet, ho deciso che è il momento giusto per ripostare un bellissimo articolo di Giovanni Allevi che avevo già pubblicato tempo fa come nota sulla mia pagina di facebook. Trattando anche questo testo di temi impegnativi ed essendo facebook il luogo assoluto del disimpegno, nessuno ovviamente, come previsto, l’aveva calcolato, a fronte di una mia foto in cosplay con 70 “mi piace” il giorno successivo. Forse qui avrà una sorte migliore.
Ripubblico le parole di Allevi perchè io non avrei potuto scriverle. Ma le ho lette varie volte e lo ammiro, perchè le ha scritte lui.

“Caro bambino, che tenerezza vederti intento a suonare il violino. Non so come ti chiami, ma per me sei Mustafà, perché la Musica ti ha ‘scelto tra tanti’. Non hai nemmeno guardato il fotografo per regalarci il tuo sorriso. La musica fa così. Ti assorbe completamente, e tutto ciò che è intorno, in quel momento, sparisce. Mustafà carissimo, dicono che tu sia già molto bravo col violino, che ci vai a dormire, che non te ne separi mai, e che nella desolazione del tuo accampamento, basta tendere l’orecchio per sentire le tue prime note. I grandi ne vanno già fieri. Io non parlo la tua lingua, ma quei segni lì sulla lavagna, li riconosco: crome, semicrome, terzine, ideogrammi di un linguaggio universale che parla al cuore dell’uomo di qualunque latitudine e appartenenza culturale. Già solo per questo, per l’impegno che ci stai mettendo, il mondo dovrebbe fare silenzio e onorare la tua fatica, incoraggiare il tuo talento. Forse ancora non lo sai, ma è possibile che piano piano cambi lo scenario attorno a te. Ora sei su quella panca decrepita, ma già ti vedo su un’altra panca, anch’essa spartana, nel camerino di qualche grande auditorium, a provare i passaggi più impervi del Concerto di Tchaikovsky prima di entrare sul palco, mentre l’orchestra si accorda. Posso immaginare il tuo sguardo, quando entrerai in scena, colmo di fierezza, perché non puoi dimenticare da dove sei partito, e dalle tue dita scaturirà una musica viscerale, piena di vita e di morte, perché tu le hai attraversate entrambe. Ogni applauso sarà una rivincita, e proverai la vertigine di sentirti solo, avvolto dall’affetto del mondo intero. Mustafà, noi già ti vogliamo bene, perché già da ora, che sei piccolino, ti stai impegnando per dimostrare che la Musica è un dono divino, che parla al cuore di tutti gli uomini, e che davanti un simile prodigio, la violenza, le guerre, la prevaricazione e il razzismo sono sciocche perdite di tempo.”

Testo: Giovanni Allevi, Una musica di vita e di morte, «Sette» n. 6, 11 febbraio 2010, ripubblicato in “2010 d’Autore”;
Immagine: A boy plays the violin at Sulaimaniya Music Institute in Sulaimaniya, 260 km (160 miles) northeast of Baghdad July 10, 2009. Sulaimaniya Music Institute has not been restored since the war, but teacher Azad Maaruf continues to teach young children music for a nominal fee. He now teaches music to about 100 children.  Picture taken July 10, 2009. REUTERS/Julie Adnan (IRAQ EDUCATION SOCIETY IMAGES OF THE DAY)

Senza musica la vita sarebbe un errore.” (Friedrich Nietzsche)

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