Wherever I may roam

Roamer, wanderer
Nomad, vagabond
Call me what you will
But I’ll take my time anywhere
Free to speak my mind anywhere
And I’ll redefine anywhere
Anywhere I roam
 (Metallica)

Sono diversi mesi che non aggiorno questo blog. Per spezzare questa congiura del silenzio prima che il baratro diventi davvero incolmabile, vorrei riassumere un po’ quello che è successo tra l’ultimo post e l’adesso.  E’ veramente necessario che sia successo qualcosa? Credo di no. In ogni caso, qui di seguito un elenco di appunti di viaggio, annotazioni, pensieri, fotografie e frasi sconnesse. Ognuno di questi elementi avrebbe potuto da solo costituire un post. Ma tutti i post precedenti sono stati scritti perchè c’era qualcosa che mi sgorgava dal cuore. Questa volta avevo, ho tanta paura di non aver nulla da dire. Sono passati quattro mesi in cui ho avuto tanto da fare e niente da dire? Possono bastare.. che so, una sola foto od una sola frase per esprimere qualcosa? Qui ce ne sono alcune. Ditemi voi.

Milano: nonostante questo blog sia entrato in agonia proprio dopo il ritorno da Milano, durante quel viaggio breve ma intessissimo avevo raccolto una discreta mole di materiale che sarebbe bastata per un paio di articoli (se mai avessi avuto l’accortezza di scriverli). La prima buona occasione (persa) è stata la recensione della bizzarra mostra “Il Kitsch” curata da Gillo Dorfles. Impossibile scattare foto ai capolavori del cattivo gusto, ma è stata almeno l’occasione per mettere piede finalmente alla Triennale:

Triennale

20120812_103223phL’opportunità agostana di visitare invece gratuitamente tutti i musei cittadini, spesso sottovalutati proprio da chi a Milano ci capita spesso o da chi ci rimane comunque per troppo poco tempo, ha fruttato un centinaio di scatti che mi ero riproposta di editare e di pubblicare a breve. Le principali cose su cui prima o poi vorrei fare una piccola recensione “turistica” sono:

1) i Musei del Castello Sforzesco, che contengono una quantità davvero notevole di reperti e di collezioni di ogni tipo. Il Castello stesso poi, è adornato da meravigliosi affreschi e la visita è davvero piacevole. Ho fatto una quantità di foto indicibile.. per par condicio non ne pubblico nessuna. Tra le collezioni per me più interessanti: il Museo del mobile dove si trovano alcune delle visionarie creazioni di Ettore Sottsass e l’interessante collezione degli studi dell’egittologo garibaldino Luigi Vassalli bey. Non ci siamo ovviamente persi la Pietà Rondanini.

2) il Museo Archeologico, un’altra ottima occasione per conoscere davvero Milano e la sua storia. Un pò trascurato nella manutenzione della parte più antica, ma con una bella ala nuova di zecca, ospita questa suggestiva ricostruzione con la guardia dormiente.

3) il Museo di Storia Naturale: interessante ed inaspettato. Una serie di scatti ai diorami del Museo di storia naturale mi hanno insinuato la malsana idea di elaborare delle immagini ispirate ai lavori di Hiroshi Sugimoto.. non ho ancora avuto la presunzione (o la stupidità) di pubblicarli.

4) l’Acquario, che ha sede in uno degli edifici in stile liberty più belli del mondo (peccato per la brutta recinzione arruginita che penalizza un pò le inquadrature), contiene tutte le specie di pesci che si trovano in Italia. Insomma, niente squali stavolta.

5) il santuario di Santa Maria delle Grazie e la leggendaria Ultima Cena di Leonardo. Non riuscivamo mai a prenotare la visita su internet con mesi di anticipo. Questa volta, passando al mattino, siamo riusciti a trovare tre posti liberi per il pomeriggio. L’affresco è ovviamente in-fotografabile! Altri scatti che ho fatto, infine, avevano l’ambizione di diventare una prosecuzione della mia panoramica sulle novità dell’architettura cittadina. Tra gli altri, il quartiere della Bicocca ed il nuovo spettacolare grattacielo di Unicredit, qui visto da Corso Como:

Poi nel dubbio su come catalogare questi materiali rispetto a quelli raccolti nei viaggi precedenti, la cartella “Milano estate 2012” è stata archiviata. E siamo a ferragosto. Laghi di fusine. Una splendida giornata completa di giro in barca sul lago mi ha fatto scoprire che uno dei luoghi più incantevoli che esistano al mondo è ad una cinquantina di km da casa mia, e inoltre mi ha portato alla consapevolezza – non meno entusiasmante – della modalità “colori autunnali” del mio Samsung Galaxy Note:

il set completo “Over the Mountains” su flickr: http://www.flickr.com/photos/stella_ssj/sets/72157631117425024/. Poco tempo dopo ho incontrato l’alpinista e scrittore Mauro Corona, ed ho fatto come tutti la fila per l’autografo. Dalla lettura di alcuni tratti dei suoi libri e dalle sue parole ho ricavato qualche riflessione su quella montagna che avevo sempre un pò snobbato. Il senso della libertà, della solitudine, della sfida, dell’impotenza dell’uomo di fronte all’assoluto. E’ qualcosa di mistico. “Sulla montagna” dice Emilio Comici “sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo“. Ma lo stesso Vasco infondo, l’aveva già capito che quando sei in alto “Vedi tetti e case, e grandi le periferie…. e vedi quante cose sono solo fesserie“.

Salisburgo: se si ha il desiderio di attraversare tre stati in tre giorni, il Friuli Venezia Giulia rappresenta una buona base di partenza. In realtà poi non è stato un vero e proprio attraversamento ma un avanti e indietro. Prima tappa, appunto, Salisburgo. In Austria la bellezza delle Alpi verdeggianti ed il fascino della città che ha dato i natali a Mozart, hanno avuto la peggio su dettagli meno allettanti ma più difficili da dimenticare, come l’esosità dei prezzi praticati (10 euro per attraversare un paio di km di galleria, altri 10 euro per vedere 2 mobili appartenuti a qualche contemporaneo di Mozart, 14 euro per salire al castello con la funicolare, 3 euro e 20 per un caffè all’autogrill) ma soprattutto sull’antipatia e la maleducazione delle cameriere con cui abbiamo avuto a che fare. Ora non mi meraviglio più quando leggo in alcuni blog che molti turisti ricordano Vienna come la capitale più triste e deludente d’Europa.. qualche ipotesi in proposito comincio ad averla.

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Un giorno di pausa, e poi partenza per Zagabria. Dai tempi in cui la Slovenia è entrata nella comunità europea, avevo dimenticato l’emozione di passare alla frontiera in auto. Dopo il breve viaggio tra le bucoliche colline slovene, una serie di fortunati contrattempi ci ha fatto finire in uno degli Hotel più lussuosi della Croazia, il Westin Zagreb.. anche se purtroppo non abbiamo avuto il tempo di sfruttarne la fantastica piscina. Zagabria è una delle città, tra quelle viste ultimamente, che più mi sono rimaste nel cuore. Nonostante abbia perso un po’ di foto a causa di impostazione sbagliata della macchina fotografica (che avevo in prestito), sono abbastanza soddisfatta delle poche immagini salvate. Un reportage sulla piccola ma stupefacente capitale, da inserire nella cartella Destination, è tra i miei prossimi obiettivi. Tra le tante meraviglie di Zagabria (tralascio in questa sede l’approfondimento sui negozi di scarpe fantastiche a 6 euro al paio) una è la chiesa di San Marco:

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L’altra il cimitero Mirigoj, uno dei più bei cimiteri del mondo nonchè uno dei luoghi più suggestivi ed evocativi in cui un fotografo possa avere la fortuna di passare. Un fotografo ma anche un comune mortale come me, intendo. 

Lubiana: tappa obbligata tornando da Zagabria verso l’Italia. Una passeggiata lungo le strade affollate che costeggiano le rive del  fiume Ljubljanica, dove i salici piangenti fanno cadere le loro fronde, ed una indimenticabile cena (a base di goulash di cervo, abbiano pietà di me i vegetariani) in uno dei ristoranti più rinomati della città sono bastate per dare un altro 10 a questa città imperdibile. Il solo problema di Lubiana è che non riesco mai a fare delle foto decenti. Cioè, è effettivamente un problema mio. Uno dei tentativi falliti è quello di immortalare un “famoso” condominio retrò come avevo visto fare con migliori risultati altrove. La foto l’ho fatta, ma è sfuocata. Altrettanto si può dire dell’immagine di copertina di questo post, sempre dalla stazione di Lubiana. Ma è con un certo orgoglio che ho immortalato quell’epico “wild and free” train. Ultima cosa, prima del viaggio ho salvato una serie di meravigliose immagini di Zagabria e Lubiana realizzate da veri artisti e pubblicate su deviantart.com. Avendo già chiesto l’autorizzazione a tutti per pubblicarle, in uno dei prossimi post vorrei far venire delle idee anche a voi per due validissime mete delle prossime eventuali vacanze.

Dopo 15 giorni di proroga, un discreto gradimento veramente al di là delle aspettative, tanta soddisfazione da parte mia, la mia personale di fotografia WonderWalls ha chiuso i battenti. Spero davvero di poter riproporla in futuro anche in qualche altra location.

Photo shoot “ninja”. Non ricordo se è in ordine cronologico, ossia se era la fine di luglio o di agosto. Lo splendido scenario della Riserva naturale dell’Isola della Cona ha fatto da sfondo ad uno dei miei servizi fotografici più belli. Servizi fotografici in veste di modella, intendo. Fotografo il bravissimo e gentilissimo Daniele Flaiban. Causa pigrizia mia purtroppo il servizio non è ancora online. Mi attiverò assolutamente in questi giorni per rendere pubblico questo magnifico lavoro di squadra. Assistente il mio adorato Pier.

Progetto artistico: I’m here. Tutta la fine del mese di settembre è stata occupata (ci ho messo un bel po’ di giorni in effetti) dalla redazione di un progetto fotografico per un concorso indetto dall’associazione Metarte.org. L’avrei inserito nel menù a discesa “Eventi” se avessi vinto. Ma così non è stato proprio un evento.. solo un lavoro che attende una giusta collocazione. In attesa di parlarne più approfonditamente in un altro post, metto qui l’immagine che avevo creato come “copertina”:

Conferenza: Manga e cultura pop. Uno degli eventi più belli e soddisfacenti a cui ho preso parte questo anno. All’interno della rassegna “La cultura del fumetto” https://stellassj.wordpress.com/events/la-cultura-del-fumetto/ mi è stata offerta la possibilità di tenere una relazione che ho voluto intitolare: “Manga. Fumetto giapponese e cultura pop”. FigNon ho scritto nulla sull’argomento (nonostante una bozza di 40 pagine sia pronta), ma ho pubblicato un estratto intitolato “Da Hokusai a Van Gogh” sul blog JapanCoolture. La Biblioteca di Monfalcone, che ha organizzato la rassegna, ha pubblicato anche un depliant con una buona bibliografia sulla letteratura inerente ai manga e alla cultura giapponese che avevo consigliato (proverò a scannerizzarla). Una vera sfortuna è che il quotidiano locale, che avrebbe dovuto dedicarmi un articolo nel giorno della conferenza.. no, davvero. Quel giorno non è uscito causa sciopero. Pubblico qui l’immagine di apertura della conferenza (l’unica di tutto il post che ahimè non è farina del mio sacco, anche se ci ho aggiunto io il loghetto con il kanji). Vista l’agonia che devo passare ogni volta per caricare un’immagine su wordpress, credo che le altre 99 immagini che hanno accompagnato la disquisizione, le pubblicherò altrove.

Pisa, Firenze e il Lucca Comics & Games. Da tempo ormai uno degli eventi più attesi dell’anno è il Lucca Comics & Games, la più importante fiera del fumetto e del videogioco e gioco di ruolo in Italia nonché una delle maggiori al mondo. Inutile parlarne per chi ci è stato, impossibile descriverla a chi non ci è stato. Al di là dei miei cosplay e della vittoriosa prova del Tekken Team di cui faccio orgogliosamente parte (tutti eventi per cui rimando a:  http://stellassjcosplay.wordpress.com/ dove trovate foto e video), è stata davvero una bella vacanza. Sono riuscita a scattare un paio di autoscatti nello stile della serie “Sleepless Night”:

e qualche dignitoso scatto di Pisa e di Firenze. “Qualche”. Almeno uno dai. Qui Piazza dei Miracoli:

Il Lucca Comics, benchè possa sembrare una breve vacanza, richiede in realtà mesi di preparativi. Solo il fatto che per trovare posto in albergo almeno entro 40 km da Lucca sia necessario prenotare almeno un anno prima, può far riflettere. E’ la preparazione dei costumi ad essere comunque l’attività più impegnativa. Quindi, ecco, l’unica cosa che ho sottointeso in questo post sugli ultimi 4 mesi sono stati i giorni dedicati esclusivamente a quello.
.

PremiAncora cosplay (!). Una piccola parentesi in questo novembre, è stata la partecipazione a “Fumetti per gioco”, appuntamento che da tre anni finalmente dà anche a Trieste la possibilità di aprirsi al mondo del fumetto, del gioco di ruolo e del cosplay. Ho gareggiato con un costume che amo molto, e per la prima volta pure con una scenografia. Non ho neanche una foto dell’evento. Ma ho vinto il premio come 1° classificato femminile. Una fantastica stampante/fotocopiatrice/ scanner Canon e tanta soddisfazione. Altra soddisfazione è il fatto che l’amministratore del sito http://www.gamezmentor.com/ mi ha contattato per richiedermi una video intervista sulla mia attività di cosplayer. Fare una videointervista in inglese per me rappresenta un bell’ostacolo.. forse è questo il motivo questo evento è inserito qui. Dovrei girarla tra qualche giorno.

Università, ricerche e (future) pubblicazioni. Il Lucca Comics ha segnato un po’, come ogni anno, la chiusura delle danze e l’inizio di una serie di progetti per l’anno nuovo. Dato che il primo di questi è sicuramente un lavoro (ne ho già due ma quello che vorrei è un altro), il primo passo da fare (questa non è una novità) sarà pubblicare una monografia, per la precisione dovrebbe essere una rielaborazione della mia tesi di dottorato. Ho avuto grandi parole di incoraggiamento per questa futura e gravosa impresa.. ora non resta che rimboccarsi le maniche. Secondo le mie stime dovrei finire per l’estate del 2013. Nel frattempo è in attesa di pubblicazione il mio contributo alla conferenza Le Memorie difficili (https://stellassj.wordpress.com/events/le-memorie-difficili/) e sto lavorando ad altri due saggi, uno su Leviatano/corpo artificiale ed uno sui rapporti tra cinema ed Apocalisse.

La morale. Ho deciso questa volta di risparmiarmela, anche perchè sarebbe difficile tirarne fuori una. Ma volendo proprio insistere, qualcosa su cui riflettere c’è anche stavolta. Questo post cioè, potrà sembrare un pò inutile. E queste foto un pò scarse. Contiene insomma un pò di idee, un pò di cose fatte, un pò di cose lasciate a metà. Un pò di bilancio dell’anno vecchio e un pò di propositi per l’anno nuovo. Certo, non è alta letteratura. Ma io ho solo scritto..

(ps. qua c’era una foto con un graffito che diceva “il poeta è colui che legge.” Ma è sparita.

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3 comments

    • Grazie per l’apprezzamento! Sai com’è… nell’ambiente universitario scrivere per “far volume” è la regola del giorno. Il mio proposito di scrivere solo se ho realmente qualcosa da dire mi rende la vita così difficile!

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