Live Long and Prosper

Qualche giorno fa è scaduto il fatidico termine per la consegna di un importante progetto a cui ho lavorato nel corso dell’ultimo mese. Ho fatto appena in tempo a spedire tutto il materiale, al limite della cosiddetta deadline. Finalmente sollevata da questo peso, mi sono ripromessa di ritagliarmi un po’ di tempo per occupazioni più rilassanti per il corpo e la mente, come andare a scattare qualche foto sul Carso, riprendere a fare un po’ di jogging, girare qualche negozio per comperare delle scarpe primaverili, andare da un parrucchiere (dopo 2, 3 anni?), ma anche per pubblicare il “già-quasi-pronto” articolo riguardo a Milano su questo blog.

Niente di tutto ciò è stato fatto. Oltre al lavoro e alla solita routine, ho “nuovi e importanti progetti” (uso sempre questa formula così banale) a cui dedicarmi. A volte commetto l’errore di concentrarmi così tanto sul futuro (cosa non del tutto assurda per un’amante della fantascienza) da dimenticare completamente di vivere il presente. Una concentrazione tutto sommato piacevole anche se un po’ ansiogena, fatta di interrogativi, ipotesi, ingenui praparativi, voli pindarici. Intanto i giorni del calendario scorrono inesorabili.

Al momento, tra le altre cose proiettate in un domani incerto, sto scrivendo un articolo per una raccolta di saggi di cui sarò la curatrice. Non vorrei ancora parlare del volume, ma solo accennare al fatto che il mio intervento si intitola: “L’ineluttabilità della fine e la ricerca della salvezza. Per una definizione dell’immaginario apocalittico“. Mi trovo sempre più spesso ad applicare questa teoria della tensione apocalittica a tutte le categorie dell’esistenza, nella crescente certezza che possa essere una spiegazione del tutto. Ora non so se è l’anno della capra che mi porta a scrivere questo post così “di fegato” (non ho trovato informazioni utili sull’anno della capra tranne questa cosa di fare attenzione al fegato) o molto più presumibilmente gli strascichi di questo tema, che credo comincino indelebilmente a segnare la mia psiche.

Nell’ultimo periodo il mio tempo è stato scandito anche da alcuni lutti, vicini e lontani, che in vari modi e con diverse sensazioni mi hanno ricordato l’irripetibilità e l’unicità della realtà presente, che spesso viene sottostimata e considerata un trascurabile momento di passaggio:

“Ancora tre mesi… ma poi quest’estate….”

“Ancora sei anni… e poi vado in pensione…”

“Ancora qualche sforzo… e poi la crisi finirà…”

“Ancora questa settimana… ma poi da lunedì…”

Per uno strano ed imperscrutabile destino, accade talvolta che tutte queste aspettative riversate nel futuro finiscano per dissolversi, lasciandoci disorientati in un presente senza direzione e senza senso. E tutta la fatica fatta nei preparativi?

Altre volte le attese si realizzano. Miracoli di cui sottovalutiamo la grandezza, per ridurci a pubblicare su facebook miseri aggiornamenti auto-celebrativi e fare la conta dei “mi piace”, perdendoci quei frammenti di presente che ci erano rimasti per gioire.

Eppure guardare avanti e lavorare per il perseguimento dei nostri obiettivi è l’unico modo per costruire qualcosa. Il compromesso ideale dovrebbe essere quello di dedicarvisi con passione e con intensità. Consapevoli che questo nostro tempo è l’unico che possediamo. Evitando di proiettare la nostra esistenza in quel momento futuro in cui la meta sarà la raggiunta, perchè quel momento potrebbe, alternativamente, essere troppo breve, oppure non arrivare mai.

Tra i lutti di cui parlavo sopra, quelli lontani, la recente scomparsa dell’attore Leonard Nimoy, il signor Spock di Star Trek. Senza evocare l’atmosfera del cordoglio facebookiano, dove tutti erano fans di tutti, avrei voluto davvero dedicare a lui uno dei post di questo blog. Ma, come già detto, quindici giorni fa ero troppo presa dal futuro. Rimedio ora, con il titolo di questo post ed una citazione. Il titolo, Live Long and Prosper, celebre saluto vulcaniano, è un’augurio: che ci sia dato il tempo per assistere al nostro futuro. La citazione sono le ultime parole che Nimoy ha scritto sul suo profilo twitter:

A life is like a garden. Perfect moments can be had, but not preserved, except in memory.

leonard-nimoy_w_cat

Molto tempo, quello del nostro passato, ci è già stato concesso, e tutto quello che ci resta sono i ricordi, che sbocciano e muoiono nel giardino del nostro presente.

Per fortuna, a giorni è primavera.

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