Il giardino delle azalee

Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata. (L’Ultimo Samurai)

parco Viatori Azalee Gorizia

In giapponese esiste una parola, “hanami” (花見) che significa letteralmente “guardare i fiori“. Non si tratta di un mero passatempo, ma di una antica tradizione legata in particolare alla fioritura dei ciliegi, i fiori più delicati e più effimeri, che si mostrano nel loro massimo splendore per un arco di tempo brevissimo. Ammirare i fiori del ciliegio, ma anche la caduta dei suoi petali, significa prendere parte alla bellezza dell’esistenza, racchiusa nella sua natura passeggera e nella sua caducità.

parco Viatori Azalee Gorizia

Per noi occidentali la fioritura è in genere legata alla rinascita, e la primavera esprime gli aspetti vitali di un ciclo che si rinnova. Anche se il sogno di qualsiasi amante del Giappone – come me – è quello di poter assistere all’hanami in qualche parco di Tokyo, non è necessario andare dall’altra parte del mondo nè per ammirare la meraviglia della fioritura né per immergersi in riflessioni più o meno filosofiche. Credo che le due cose oltretutto (la contemplazione della natura e le riflessioni filosofiche), debbano essere intimamente collegate. E quale luogo è più adatto alla riflessione e alla contemplazione di un giardino in primavera? Per inciso, la parola “paradiso” deriva dal persiano “pairidaez“, che significa, non a caso, giardino.

parco Viatori Azalee Gorizia

La scrittrice e giardiniera Sydney Eddison disse che “I giardini sono una forma di autobiografia.” E deve essere vero se pensiamo al giardino che ha fornito l’occasione per questo post (e per queste foto): il giardino delle azalee. Si tratta di un meraviglioso parco creato con amorevole cura dal professore goriziano Luciano Viatori nell’arco di oltre 40 anni. Ispirato ai giardini inglesi, il parco ospita oltre 500 specie di azalee, oltre ad una moltitudine di rododendri, rose, camelie, lillà, ortensie e magnolie, ed è un ricovero per diverse specie di uccelli, oltre che per api e farfalle. Tra i sentieri fioriti che si snodano sui pendii delle colline goriziane, trova posto anche un laghetto artificiale che ospita tartarughe e ninfee, creato sul cratere provocato da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la recente scomparsa del suo proprietario e ideatore, questo meraviglioso giardino botanico è stato donato alla Fondazione Cassa di Risparmio ed è ora un patrimonio per tutta la comunità.

Il Professor Viatori, leggiamo nella pagina a lui dedicata sul sito della Fondazione CaRiGo, “ha sempre sostenuto che nel momento stesso in cui si gode del piacere di coltivare e di vedere crescere una pianta, ci si rende consapevoli dell’essere parte di un ciclo naturale, della sua lentezza rispetto ai ritmi umani, ma anche della sua intrinseca bellezza.”

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Il segreto è non correre dietro alle farfalle.

È curare il giardino perché esse vengano da te.

(Mário Quintana)

 info: Il Giardino Viatori

foto: Stella Marega

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