Stonehenge

Se fossi di gran lunga l’uomo più ricco della Terra, mi comprerei, per viverci, la pianura di Stonehenge. Probabilmente morirei dopo quindici giorni. Ma sarei lì, di fronte all’universo.

(Ottavio Missoni)stone01web

Siete mai stati a Stonehenge? Avete mai desiderato andarci?

Credo sia uno dei sogni che tutti hanno fin da bambini, un po’ come andare a Petra o a visitare le Piramidi. Beh, mi riferisco ovviamente ai bambini che sono cresciuti con i film di Indiana Jones e le puntate di Super Quark. Io, rientrando a pieno diritto in questa categoria, finalmente ho realizzato il mio sogno.

Dopo un viaggio piuttosto travagliato, causa (1) impossibilità di fare il check-in nell’ostello prenotato (e già pagato), (2) notte trascorsa parte in aereoporto, parte in tre diverse corriere e (3) un totale di cinque città e due stati attraversati in meno di 24 ore, ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi questo luogo meraviglioso e leggendario. A pochi giorni di distanza, voglio condividere questa esperienza attraverso alcune delle foto che ho scattato. Riguardandole ho la stessa impressione che ho avuto quando mi trovavo davanti alle celebri pietre: un senso di riverenza misto ad incredulità e smarrimento, dovuti anche all’impressione che tali pietre sembrino finte e messe lì ad arte! Sarà che l’erba in Gran Bretagna è di un irrelistico color verde fosforescente (il famoso prato inglese), sarà che l’idea che le pietre orizzontali siano rimaste lì sopra in equilibrio per 2500 anni è abbastanza bizzarra, sarà che avere di fronte una delle meraviglie del mondo e vederla circondata da gente che si fa le selfie col bastone ti fa ricredere sul senso dell’evoluzione umana. Mistero, fascino, sacralità… solo in parte percepibili. L’atmosfera è quella delle gite scolastiche, risate confusione, cellulari, cellulari, bastoni per i selfie e ancora cellulari. Ne è valsa la pena? Sì, ritornerei mille volte, e se dovessi scegliere un solo posto in cui tornare, quel posto è Stonehenge.

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La piovosa e solitaria strada che porta a Stonehenge, vista dal finestrino del bus

Ora, piuttosto che una disquisizione su quanto sarebbe più opportuno vietare categoricamente di fare foto e proferire parola in una serie illimitata di luoghi “sacri”, dato che ormai le foto le abbiamo, impiegherò questo post per alcune – probabilmente più utili – informazioni simil-turistiche.
La mia meta finale era l’università di Brighton, per una conferenza sul tema dell’utopia. Pur essendo stata in Inghilterra più volte, ho valutato male i costi di quello che è stato pur sempre un viaggio in una località balneare a fine agosto, quindi né il volo, né gli ostelli, né tutti i trasferimenti (sempre molto cari in Inghilterra) sono stati a buon prezzo (per farla breve: mi sono rovinata). Diciamo che il primo consiglio, se volete andare a Stonehenge così come in qualsiasi altro luogo del mondo, è di cercare prima un volo economico e poi decidere le date in cui chiedere ferie. Vincolata dal programma della conferenza, io mi sono arrangiata come potevo.

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Southampton, il molo di Brighton by night & by day, e le magnifiche Seven Sisters cliffs, oggetto del prossimo post

Le opzioni per arrivare a Stonehenge in genere sono due: o prenotare un tour che parte da Londra in giornata (sui 70 pound/100 euro), o andare direttamente a Salisbury con altri mezzi e prenotare il tour che parte da lì (sui 30 pound/45 euro). Entrambi i tipi di tour comprendono l’ingresso al sito e quindi anche al museo, una tappa a Old Sarum, e volendo aggiungere 10 euro, la visita della cattedrale di Salisbury. Io, non dovendo tornare a Londra, ho prenotato il tour che parte da Salisbury e ritorna in città sul sito ufficiale The Stonehenge Tour e lo posso vivamente consigliare, anche per la comodità di essere valido tutto il giorno e di non dover decidere in anticipo l’orario della visita. Salisbury sarà comunque meta obbligata di ogni tour che porta a Stonhenge; è una bella cittadina, con una enorme e meravigliosa cattedrale gotica in cui è conservata una delle quattro copie esistenti della Magna Charta Libertatum, che a sua volta festeggia in pompa magna gli 800 anni dalla data della sua promulgazione.

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Salisbury: le caratteristiche case di Market Square, la Cattedrale gotica, ed una copia della Magna Carta

Indipendentemente dalle vostre intenzioni, comunque facciate, è impossibile raggiungere Stonehenge a piedi. Il sito si trova in un’area isolata in mezzo alla campagna, a chilometri da qualsiasi luogo abitato. Non è raggiunto da alcun mezzo pubblico, pur trovandosi in prossimità di una (deturpante) superstrada lungo la quale, ammesso che abbiate un’auto o che vi fidiate di noleggiarne una per guidare in contromano, è vietato fermarsi. Il tour bus munito di audio-guida anglofona vi porterà quindi da Salisbury al parcheggio del centro visite di Stonehenge. Una volta lì, inizierete la visita in un piccolo museo, molto interessante a detta di quelli che non hanno avuto l’impazienza di proseguire subito oltre. Dal museo si entra poi nel sito vero e proprio: in un’area recintata popolata di pecore e cavalli che si estende ancora per qualche chilometro. E’ possibile percorrerla a piedi o con uno dei bus-navette che portano direttamente a pochi metri dai megaliti di Stonehenge. Li vedrete comparire davanti ai vostri occhi solo all’ultimo momento. E’ un tuffo al cuore.

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Il centro visite/museo di Stonehenge, la ricostruzione delle abitazioni neolitiche, l’arrivo al sito

Nonostante il recinto di corda che da qualche anno impedisce di avvicinarsi alle pietre più di dieci metri, lo spettacolo è assicurato. Le leggende su Stonehenge sono innumerevoli, le poche certezze sono ben note. Qualche giorno fa un gruppo di archeologi ha scoperto nelle vicinanze un più grande complesso megalitico sepolto, denominato Superhenge, il cui studio probabilmente servirà a svelare nuovi misteri. Io credo che nessuna certezza e nessuna verità possa dare risposta sulla natura di quell’infinito ed inacessibile misterium tremendum che è il Sacro, un qualcosa che da queste pietre, nonostante il carrozzone turistico (e la superstrada) che ci hanno costruito attorno, continua a scaturire con forza. Riflettendo su questo, mi fermo, vi lascio un paio di foto, e concedo a queste pietre quel poco o quel tanto che meriterebbero: di essere ammirate in silenzio.

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Your sacred space is where you can find yourself, over and over again.

(Joseph Campbell)

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8 commenti

  1. Già i selfie (che poi, perché non autoscatti?) mi irritano profondamente, ma quando vedo che guardano con sorrisi ebeti e boccucce a “culo di gallina” il telefono appeso in cima a quegli stupidi bastoni mi vien voglia di metterglieli …….dove non batte il sole (telefono incluso, obviously)

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    • Prima o poi è una tappa obbligata… soprattutto per un’amante del Fantasy! Anch’io bramavo di andarci da tempo immemore, e se non avessi davanti le foto potrebbe venirmi il dubbio che sia stato solo un sogno, perché é davvero un’esperienza surreale! 🙂

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