Seven Sisters

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E’arrivato il momento di raccontare qualcosa su quello che è forse il luogo più spettacolare tra quelli che ho visitato negli ultimi tempi: le bianche scogliere di gesso del Sussex, le Seven Sisters. Premetto che non ho ancora deciso di trasformare questo blog in un blog di viaggi, anche se viste le circostanze (la mia idea di darmi al blogging professionistico e la mia passione per i viaggi) non sarebbe un’idea da scartare completamente… (Apro un sondaggio)

Questo è in ogni caso uno dei post più interessanti che potrei scrivere su WAY STATION perché davvero parlerò di un luogo incantevole ed incomparabile, e spero che le foto gli rendano giustizia. Vi racconto subito una curiosità (che si trova anche su wikipedia): le immagini delle Seven Sister vengono spesso utilizzate nei film ambientati sulle bianche scogliere di Dover, perché… quelle di Dover non sono in realtà così bianche!

Il nome Seven Sisters, significa appunto “sette sorelle” perché si tratta di sette promontori a picco sul Canale della Manica; i colli sono intervallati da delle vallate, che a loro volta, come le sorelle maggiori, hanno ognuno un nome proprio o un aggettivo che li identifica. Essendo fatte di gesso friabilissimo, le scogliere sono soggette ad una continua erosione.

Io ho scoperto tutto questo solo DOPO esserci andata. Dirò di più: la visita non era assolutamente programmata perché tra i preparativi per la conferenza a Brighton e quelli per il tour a Stonehenge, non avevo messo in programma altre escursioni. Delle scogliere ho sentito parlare per caso all’ostello in cui alloggiavo, quindi mi sono informata in fretta e furia su internet e dopo aver visto le foto (e aver immaginato quelle che avrei potuto fare a mia volta) sono partita un pò allo sbaraglio.

Esistono due modi per raggiungere le scogliere: da Brighton, quindi da ovest, arrivando all’ingresso del Seven Sisters Country Park (in autobus circa 50 minuti di viaggio) o da Eastburn, percorrendo la Beachy Head Road, arrivando all’estremità ovest della scogliera. anche alcuni tratti del percorso sono davvero suggestivi, come quello, poco distante da Brighton, in cui si intravede il mulino a vento di Rottingdean:

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Non mi pento di esservi fermata al Country Park perché il paesaggio che è meraviglioso. Il parco si estende per chilometri, lungo le foci di un piccolo fiume, il Chuckmere River. In parte è adibito al pascolo di pecore e di bovini, ma vi trovano posto anche moltissimi animali selvatici, conigli, aironi e anatre. Per molti versi mi ha ricordato la riserva naturale delle foci dell’Isonzo, dove non ci sono scogliere e pecore ma l’atmosfera è molto simile. Il luogo è così incantevole che ho perso parecchio tempo per percorrelo a piedi e guardarmi in giro… infatti ho poi deciso di ritornare per ammirarle meglio anche le scogliere il giorno successivo.

Ecco dunque una carrellata delle foto che ho scattato al Country Park e sulle Seven Sisters. Spero che il risultato vi entusiasmi almeno un’infinitesima parte di quanto ha entusiasmato me!

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“Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto.” 

(Tiziano Terzani)

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18 comments

  1. Sì, sei riuscita a trasmettere l’infinitesima parte dell’entusiasmo a te suscitato. (Mi diverto a riprendere l’espressione da te stessa usata)
    Le immagini riescono perfettamente a raccontare. Il senso di vastità: cielo, prati, mare. E lo stacco vivo e bianco del gran salto.
    Spicca l’immagine dei cardi in primo piano.
    (Poi c’è anche una bella ragazza ma questa è, come si suol dire, un’altra storia)

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    • Ti ho pensato quando ho caricato la mia foto sorridente perché in un altro commento ti avevo detto di non amare quel genere di ritratti troppo spontanei! Ora una foto “da normale” ce l’ho anch’io! Scherzi a parte, grazie per il commento, mi fa piacere che il post, e soprattutto le foto ed i laboriosi autoscatti, siano stati apprezzati.

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  2. Giro per blog preferibilmente fotografici ormai da un po’ di anni, purtroppo la qualità lascia spesso a desiderare e la noia sopravviene, poi incontro il tuo dove trovo belle, interessanti e poetiche immagini, poi hai nominato Terzani che amo con i suoi veri racconti di viaggio! quindi doppio like! 😉

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    • Grazie mille, apprezzo molto le tue parole (ed il doppio like)! Anch’io di foto ne vedo quotidianamente tantissime, e mi rendo conto che è molto difficile trovare e mantenere uno stile originale: quasi tutto è stato (fotograficamente) già detto e già visto. Per questo anche per me trovare nuove visuali e nuovi panorami, pur nei limiti delle mie possibilità fotografiche ed espressive, è sempre un’evento entusiasmante! Altre volte dobbiamo accontentarci, aspettare, metabolizzare… e limitarci a citare (onestamente, senza barare) qualcun altro… Come con le frasi di Terzani…
      Un caro saluto!

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      • Si dice che le foto sono più belle se visti dagli occhi di un bimbo, è vero, azzardarsi, mettere la macchina per terra o molto in alto, oppure fare un controluce rompere le regole ma non fare le cose a caso, inquadrare nella mente, anche senza la macchina fotografica, guardare tutto oltre il soggetto, quante volte ho buttato foto per personaggi e oggetti inutili e fastidiosi sullo sfondo, poi cogliere l’attimo nella tua testa e sentire che hai fatto la foto giusta prima ancora di vederla, sopratutto conoscere tutte le regole e tutte le tecniche per poter infrangerle, un po’ come i grandi artisti. 🙂
        ciao Stella, continua così, vedrai che i risultati arriveranno…
        Un abbraccio Vanni 😉

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        • Farò del mio meglio! Grazie ancora per le bellissime parole e per aver condiviso questi pensieri che confermano (semmai ce ne fosse bisogno) quanto sia grande la tua passione per la fotografia… le situazioni e le sesazioni che racconti sono proprio quelle in cui prima o poi ci si ritrova inevitabilmente (e mi ricordano le parole dei miei due maestri di fotografia, mi hai fatto venire un po’ di nostalgia!)
          Ricambio l’abbraccio, a presto!

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  3. “Tu non fai una fotografia solo con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai ascoltato, e le persone che hai amato.”
    Ansel Adams
    Questa frase è un po’ il sunto di quello che penso della fotografia, si è vero la amo molto, per questo motivo guardo le immagini socchiudendo gli occhi e penso sempre alla persona che l’ha scattata!
    a presto Vanni
    ps I tuoi maestri… grandi!

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    • Grazie Donato, apprezzo molto! Ma non è solo merito mio perché è anche il luogo in sé ad essere magnifico.
      Per il blog sono d’accordo sui viaggi come racconti di vita, quelli ci saranno sempre… è un tema per me irrinunciabile.
      Il dubbio riguardava più la formula da utilizzare: se comperare un dominio e avviare un’attività di blogger più metodica (e magari minimamente redditizia) o se restare completamente fuori dalle logiche commerciali… ne avevo parlato in un precedente post (https://stellassj.wordpress.com/2015/07/13/il-senso-di-un-blog/)
      Devo un po’ chiarirmi le idee!

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